Salvini in Sicilia


L’arrivo di Salvini in Sicilia è stato accolto da contestazioni a Catania e a Siracusa di natura spontanea e non organizzata. Ma oltre alle contestazioni, cosa accade nei territori in cui Salvini ha fatto i suoi comizi elettorali?

-Catania
A Catania, la polizia ha creato una sorta di cordone tra Piazza Duomo e il municipio per impedire ai/alle manifestanti – riunitisi in forma spontanea – di riversarsi davanti a quest’ultima struttura. Dopo una delirante conferenza stampa tenuta all’interno del municipio (1), Salvini fugge verso Siracusa. Questa partecipazione del leader della Lega alla conferenza stampa e la sua fuga, insieme alle insulse proteste del SIAP sulle violenze di alcuni contestatori contro la polizia (dimenticandosi di come alcuni poliziotti avessero aggredito un manifestante (2)) e di alcuni consiglieri di opposizione che non hanno avuto accesso alla conferenza stampa, nascondono una serie di problemi che la giunta di centrodestra catanese affrontava da un paio di mesi a questa parte.
Andiamo con ordine.
All’interno della giunta comunale etnea vi sono stati screzi e tensioni sempre più tese e palpabili; gli ultimi avvenimenti politici locali (il gruppo Forza Italia che sparisce dal consiglio comunale, la guerra politica per le nomine per la gestione dei servizi idrici urbani (Sidra) e territoriali-etnei (Acoset)), hanno aumentato a dismisura questa tensione, mettendo in difficoltà la borghesia che aveva spinto per:
-gli accordi firmati con il governatore della regione di Alessandria di Egitto (3);
-l’intesa tra Comune di Catania e Ctrip (realtà leader nel mercato turistico cinese) per lo sviluppo turistico cinese in Sicilia (di cui Confcommercio Sicilia e Sicindustria avevano firmato un protocollo d’intesa con Ctrip il 6 Agosto a Palermo);
-il “Salva Catania” (4);
-l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES) nel catanese (Catania (porto, interporto e area sviluppo industriale), Belpasso e Paternò);
-l’organizazzazione della conferenza internazionale sul turismo del Tbex Europe.
Il sindaco Salvo Pogliese e Fabio Cantarella (5) hanno approfittato dell’arrivo di Salvini in Sicilia per organizzare il suo “comizio” o conferenza stampa all’interno del Municipio di Catania in modo da rimarcare, attraverso la figura del leader della Lega, il loro potere e ascendente all’interno della politica locale agli alleati ex forzisti e ai lombardiani/autonomisti (6) presenti nella giunta comunale.

-Siracusa
A Siracusa, Salvini è stato accolto da fischi e slogan. Durante la sua presenza, vi sono stati casi di violenza poliziesca ai danni di alcun* attivist* come riportato su Osservatorio Repressione. (7)
Nel territorio siracusano, in questi ultimi mesi, vi è stato il caso di un divieto di sciopero per i lavoratori del polo petrolchimico locale da parte del prefetto (8) e fortemente voluto dal governo russo. (9)
Il petrolio della Sicilia sud-orientale (parte meridionale della provincia di Caltanissetta, province di Ragusa e di Siracusa) è sempre stato oggetto di interesse delle multinazionali petrolifere (Agip/ENI e BP per citare i casi più noti) e i governi della Regione Sicilia, fin dagli inizi degli anni ’50, hanno dato via alle concessioni per trivellazioni e sfruttamento petrolifero.
Il polo petrolchimico siracusano, utilizzato per la raffinazione petrolifera e la produzione di materiali plastici, è, da almeno 40 anni, oggetto di inchieste da parte delle istituzioni e della magistratura per il cattivo stato degli impianti e per sversamenti continui e ripetuti. Su Indymedia Italia, “Mr. Bean Interceptor” (alias Pietro Altana, ex agente del SISMI) riportava tutta la documentazione riguardo la gestione petrolchimica in Italia (compreso il caso siracusano (10)). Nonostante una situazione ambientale disastrosa – amianto (per via della presenza della fu Eternit Siciliana dal 1955 al 1993), l’inquinamento dei terreni, morti, ammalati etc – il polo petrolchimico siracusano è ancora oggi una vera e propria “gallina dalle uova d’oro” come confermato dai vari cambi di proprietà delle raffinerie (Sonatrach e Lukoil) e il mantenimento della parte chimica ad aziende legate all’ENI.
Ma a questo discorso sul petrolio nel territorio siracusano ne va aggiunto un altro: il turismo.
Nell’ordinanza prefettizia citata all’inizio di questa mail, il flusso turistico di cui si parla non è un problema secondario. Anzi, è un problema da accostare a quello petrolifero.
Nonostante la guerra in corso sui dati turistici tra il comune di Siracusa e la Regione Sicilia (11), le associazioni di categoria e la burocrazia locale fanno proclamazioni propagandistiche su accordi presi per l’arrivo di turisti stranieri (12). D’altronde il territorio siracusano ha molto da offrire a livello turistico grazie alla presenza di siti UNESCO (come la Val di Noto e Pantalica) e siti di interesse naturalistico inseriti dal Ministero dell’Ambiente nell’elenco delle Zone Speciali di Conservazione di bellezza. Senza dimenticare la presenza di aziende agroalimentari – come “La Mongolfiera Società Consortile a Responsabilità Limitata” (13) – legate ai consorzi IGP (Limone di Siracusa, Pomodoro di Pachino e Arancia rossa di Sicilia) e futuri DOP (patata novella) che, grazie ai loro prodotti, rinfoltiscono le strutture ristorative dei paesi a ridosso del mare.
Che dire quindi?
I prodotti petroliferi raffinati in Sicilia sono il principale motore economico della regione – con un’esportazione di 6,2 miliardi di euro nel 2018 (14) – mentre l’industria turistica (dalla formazione all’interno delle scuole alberghiere fino alle strutture ricettive-ristorative) diventa un modello su cui puntare per ottenere profitti con contributi regionali ed europei. Nel caso siracusano, almeno l’80% (14) di questi prodotti petroliferi vengono fuori dal Polo petrolchimico locale; il turismo, nonostante i dati contrastanti tra gli enti comunali e regionali, si conferma come un’àncora di salvezza e di potenziamento (a livello di sfruttamento lavorativo e ambientale).
Insomma, turismocrazia e petrolio: un binomio perfetto!

-Vittoria
La visita fuori programma di Salvini a Vittoria per consolare i genitori dei due bambini uccisi da un suv è la conclusione squallida della sua brevissima campagna elettorale nella Sicilia Orientale. Questo fuori programma si è tenuto perchè il paese in questione, Vittoria, è un centro logistico agro-alimentare di una certa rilevanza nel ragusano. E il fatto che Vittoria sia stata esclusa dal progetto delle Zone Economiche Speciali (16) (a differenza di Pozzallo e Comiso, due comuni del ragusano che sono rientrati nel progetto (17)) pur avendo un autoporto – divenuto una vera e propria cattedrale nel deserto -, pone un interesse politico non indifferente.

-Conclusioni
Per Salvini e il “commissario” della Lega in Sicilia, Stefano Candiani, la Sicilia Orientale è un territorio troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire: una classe politica incline al trasformismo e una borghesia (piccola, media e grande che sia) agguerrita e pronta ad alzare gli scudi e le spade per difendere i propri privilegi. È chiaro, quindi, che la Lega cerchi accordi con i neofascisti – presenti in varie zone della Sicilia Sud-Orientale – e tenti la borghesia con accordi economici con le compagini politiche locali (Musumeci e soci). Il problema che dovremo cominciarci a porre tutt* è di vedere il lato economico oltre che repressore ed estetico-elettorale di determinate compagini politiche. Solo in tal modo potremo riuscire a contrastare un’ondata repressiva in divenire (decreto sicurezza bis, futuro aumento dell’IVA, precarizzazione sempre più alta etc)

Note
(1) Vedere questi due stralci: 1, 2
(2) Dal profilo instagram di Roy Paci:
Ora mi sono rotto pesantemente i cabbasisi. Potrà fregare ben poco agli utenti che vengono sui miei social solo per curiosare o haterizzarmi ma devo necessariamente alzare la voce e tener alta la coerenza per i migliaia di follower che mi stimano e mi supportano da decenni. Da ‘angelicamente anarchico’ come diceva il buon Don Gallo, non mi sono fino ad ora permesso di entrare nel vivo del teatrino politico di questa italietta che da 30 anni a questa parte ripete la stessa tarantella dei buoni e cattivi ma non fa nient’altro che rimpinguare le panze di molti seduti in Parlamento e far stringere la cinghia a contadini, pescatori, operai e a tutti quelli che continuano a soccombere sotto i soprusi dei signorotti della Malarazza. In questa pantomima ben orchestrata dai mammasantissima però ci sono delle storture che non riesco più a digerire. Quello che vedete in foto è uno dei miei più grandi amici, il grande attivista e pacifista Barry, irlandese di adozione catanese che solo per aver alzato in aria le mani e urlato ‘peace’ durante il passaggio dei carri funebri leghisti è stato quasi strangolato dai galoppini del ministro dell’interno. Ecco, questa cosa non mi sta più bene, non esiste nessuna legge che permetta ad un leccaculo politico di usare così duramente la forza nei confronti di un essere umano. Visto il quasi totale silenzio dei miei colleghi (ad eccezion fatta di fratelli come @paunegrita_official , @danielesilvestri.official , @pieropelufficiale , @fiorellamannoia o @fotocaparezza per citarne alcuni che non le mandano a dire) che pensano a scannarsi su quanti dischi di platino hanno ingurgitato, è doveroso ora e subito entrare a gamba tesa sulle storture di questa falsata democrazia, sulla gestione di quei sudditi che abbacinati dal padrone di turno si permettono di compiere gesti che di democratico non hanno nemmeno la punta della scarpa smerdata. È arrivato il momento di rispolverare il verbo di Peppino quando diceva ‘Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!’, scegliendo sempre la strada della conoscenza, dell’onesta e dei valori della vita. La lotta continua”
(3) Il gemellaggio tra il Comune di Catania e la regione di Alessandria d’Egitto conferma i futuri accordi commerciali tra la borghesia catanese (Compagnia delle Opere, CNA, Confindustria, Lega Cooperative e STMicroelectronics) e quella egiziana. Questo gemellaggio è stato voluto fortemente dall’ex capo gabinetto della Provincia di Catania Giuseppe “Puccio” Gennarino e dall’ex affarista Eugenio Benedetti – uno che fece una fortuna con i governi sovietici e cinesi e che qualche anno fa scriveva al direttore di Specchio Economico “te lo dico io, da siciliano doc, che considero la vecchia mafia come una società di mutuo soccorso, nata per «assicurare» dai soprusi i nostri emigranti dell’Ottocento, quei poveri lazzaroni analfabeti e cenciosi che in apparenza assomigliavano agli immigrati dell’odierna feccia balcanica, ma che, a differenza da essi, volevano solo lavorare e produrre”.
Riguardo questo gemellaggio, vi sono da citare le ultime dichiarazioni del presidente dell’Autorità del Sistema Portuale della Sicilia Orientale Andrea Annunziata su un progetto commerciale e turistico tra Egitto e questa parte di Sicilia. Per Annunziata, “l’area euromediterranea è il nostro mercato naturale. La Sicilia con la sua centralità geografica e baricentrica, rispetto ai traffici provenienti dal Sud East si gioca il suo futuro“. Link: https://www.lagazzettaaugustana.it/autorita-di-sistema-portuale-augusta-catania-sospesa-la-security-fee-in-via-sperimentale
(4) Il “Salva Catania”, votato all’Assemblea Regionale Siciliana il 31 Luglio 2019, concede al comune di Catania un fondo di 40 milioni di euro da destinare “al pagamento degli stipendi, parte fissa, e degli oneri contributivi dell’ente locale richiedente e delle proprie partecipate.”
Estratto dal comma 11 dell’articolo 5 “modifiche dell’articolo 1 della legge regionale 16 Dicembre 2018 n. 24” della “Legge 6 agosto 2019, n. 15. “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di autonomie locali,” Link: https://www.ilsicilia.it/wp-content/uploads/2019/08/supplemento-ordinario-1.pdf, pag. 29
(5) Assessore comunale all’ambiente, ecologia e sicurezza; è un uomo di punta della Lega in Sicilia tanto da essere stato raccomandato da Stefano Candiani, attuale “commissario” della Lega in Sicilia.
(6) I termini lombardiani/autonomisti derivano da Raffaele Lombardo, ex presidente della Regione Siciliana e fondatore del Movimento per le Autonomie
(7) Link: https://www.osservatoriorepressione.info/aggressione-parte-lega-polizia-siracusa/
(8) Link: www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1146/ordinanza.pdf
(9) Link: https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/67716873_10158920098974569_6499269775028387840_n.jpg?_nc_cat=106&_nc_oc=AQn0LTbkTtVMqUguDYiyzsvlNhrkQQCrvw61am5FX6T5uysdQ7CW7lolS0IR53hYsvU&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=5850cb7b8a717ac9be96cf9af55f81e8&oe=5DE7B67B
(10) Link: https://issuu.com/misterbean/docs/priolo_gargallo_e_i__veleni_dell_eni
Per chi volesse scaricarlo, copi-incolli il link citato all’indirizzo https://issuu.pdf-downloader.com/
(11) Link dati della Regione Sicilia: http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_TurismoSportSpettacolo/PIR_Turismo/PIR_Areetematiche/PIR_Linkutili/PIR_7338501.618136477/Sicilia_Flussi%20_2017-2018.xls
Link diverbio: https://www.siracusaoggi.it/siracusa-turismo-il-boom-non-ce-i-dati-della-regione-smorzano-lentusiasmo-segno-meno/
(12) Link: https://www.libertasicilia.it/noto-fiere-turismo-siracusa-capitale-del-sudest-per-presenze/
(13) L’azienda è all’interno del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, del Consorzio del Limone di Siracusa IGP e del Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP. Il suo fatturato è di 26 milioni di euro (dati 2017)
(14) Fonte: “Banca d’Italia. Economie regionali. L’economia della Sicilia”, Giugno 2019, pag. 76. Link: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2019/2019-0019/1919-sicilia.pdf
(15) La percentuale è molto approssimativa e deriva dal fatto che il polo petrolchimico siracusano sia il più grande d’Europa.
(16) Link: https://www.quotidianodiragusa.it/2019/08/16/economia/territorio-vittoria-escluso-dalle/49657
(17) Link: https://www.laprimatv.it/news/in-primo-piano/zes,-si-della-regione-270-ettari-a-pozzallo,-30-a-comiso-per-l%E2%80%99aeroporto.html

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